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	<title>Ansaldoricerche: L&#039;industria e la ricerca italiane</title>
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	<description>Ricerca, produzione ed energia</description>
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		<title>Il mercato dell&#8217;elettronica di consumo</title>
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		<pubDate>Thu, 01 Mar 2012 13:10:52 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Energia</dc:creator>
				<category><![CDATA[Elettronica]]></category>
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		<description><![CDATA[Secondo le più recenti statistiche, in Italia il mercato dell’elettronica di consumo è un settore trainante dell’economia; tuttavia, anch’esso risente di alti e bassi. Tra le voci più dinamiche di questo mercato vi sono i dispositivi e i consumabili, come &#8230; <a href="http://www.ansaldoricerche.it/elettronica/il-mercato-dellelettronica-di-consumo/">Continua a leggere<span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.ansaldoricerche.it/wp-content/uploads/2012/03/cartucce-300x200.jpg" alt="Cartucce e Toner: le nuove spese" title="Il mercato dell&#039;elettronica di consumo" width="300" height="200" class="alignleft size-medium wp-image-42" /><strong>Secondo le più recenti statistiche, in Italia il mercato dell’elettronica di consumo è un settore trainante dell’economia; tuttavia, anch’esso risente di alti e bassi. Tra le voci più dinamiche di questo mercato vi sono i dispositivi e i consumabili, come ad esempio cartucce e stampanti, dei quali vi è un utilizzo continuo e che perciò non soffrono troppo per via della crisi.</strong></p>
<h2>Cartucce e stampanti per il business e la casa</h2>
<p>Dato che ormai praticamente in ogni casa è presente almeno un computer (e spesso anche più d’uno), le stampanti sono diventate dispositivi comuni non solo nei luoghi di lavoro. Tra le stampanti che, in termini di vendite, registrano i maggiori risultati positivi, vi sono quelle multifunzione. Queste particolari stampanti “4 in 1” sono infatti dotate di diverse funzionalità, ovvero scanner, fotocopia, fax e naturalmente stampa di documenti e immagini.<br />
Per quanto riguarda le <a href="http://toner24.it">cartucce</a> per stampante, in assoluto le più vendute rimangono quelle di inchiostro nero, dal momento che la maggior parte dei dispositivi stampa ancora in bianco e nero. In commercio si possono trovare anche particolari confezioni multipack, ovvero set completi nei quali si trovano tutti gli inchiostri (nero e/o colore) dei quali ha bisogno la stampante. I multipack sono particolarmente convenienti soprattutto quando si utilizza la stampante con una certa frequenza, proprio perché sono “confezioni risparmio”. </p>
<h2>Le diverse opzioni per l’acquisto di cartucce per stampante</h2>
<p>Le cartucce sono consumabili di uso quotidiano che possono essere acquistate sia presso i negozi fisici che su internet. In quest’ultimo caso i vantaggi sono davvero notevoli, e proprio per questo motivo sempre più persone decidono di acquistare toner e cartucce su siti web specializzati. Innanzitutto grazie ad internet è possibile comparare i prezzi praticati dai diversi siti di e-commerce, scegliendo quindi le condizioni di acquisto più vantaggiose. Inoltre non è da sottovalutare, oltre al risparmio, la grande comodità di effettuare i propri ordini rimanendo comodamente seduti a casa o in ufficio. Grazie al pagamento certificato le transizioni sono sicure al 100%, mentre la spedizione avviene tramite corriere espresso direttamente all’indirizzo specificato. Una bella comodità, quindi, a patto che si scelgano solo i siti più affidabili che si occupano di elettronica e consumabili. </p>
<p>Foto: uchschen@web.de</p>
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		<title>Energia: l’importanza dell’efficienza energetica</title>
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		<pubDate>Thu, 22 Dec 2011 18:08:34 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Energia</dc:creator>
				<category><![CDATA[Nucleare]]></category>
		<category><![CDATA[Energie rinnovabili]]></category>
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		<description><![CDATA[Quando si parla di efficienza energetica si intendono tutte quelle politiche e iniziative che mirano ad un uso più razionale e attento dell’energia. Considerando il costo dell’energia oggigiorno, questo comportamento virtuoso trasforma il risparmio in guadagno. Efficienza energetica, un metodo &#8230; <a href="http://www.ansaldoricerche.it/mercato-energetico/energia-l%e2%80%99importanza-dell%e2%80%99efficienza-energetica/">Continua a leggere<span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-medium wp-image-29" title="Energia: l’importanza dell’efficienza energetica" src="http://www.ansaldoricerche.it/wp-content/uploads/2012/02/Fotovolatico-300x197.jpg" alt="L'energia rinnovabile" width="300" height="197" /><strong>Quando si parla di efficienza energetica si intendono tutte quelle politiche e iniziative che mirano ad un uso più razionale e attento dell’energia. Considerando il costo dell’energia oggigiorno, questo comportamento virtuoso trasforma il risparmio in guadagno.</strong></p>
<h2>Efficienza energetica, un metodo necessario</h2>
<p>La crescita del sistema industriale in Italia è stato costante e con esso è aumentato il fabbisogno energetico delle imprese. Tuttavia l’energia elettrica non è una risorsa infinita, di conseguenza non è a buon mercato, ed anzi registra il continuo incremento dei prezzi. Tra le cause ricordiamo l’aumento del costo delle fonti di energia combustibili non rinnovabili: in primis il petrolio (non a caso ribattezzato “oro nero”), utilizzato non solo come fonte energetica ma anche come carburante; anche il gas naturale è aumentato di prezzo, dopo che la produzione energetica si è orientata su di esso per produrre elettricità. Così, di anno in anno, le bollette energetiche sono sempre più costose, sia per le famiglie che per le aziende. Scoprire il modo di risparmiare senza rinunciare all’utilizzo dell’energia è diventata una vera e propria necessità del vivere contemporaneo: il risparmio di energia significa risparmio di denaro, e quindi guadagno. L’efficienza energetica diventa fondamentale per assicurare lo sviluppo del settore industriale in una scenario più generale di sostenibilità economica e ambientale. Il risparmio energetico potrà tramutarsi anche in una maggiore competitività sul mercato. Proprio per questo in questi ultimi anni sono molti i filoni di ricerca che si concentrano sull’efficienza energetica, applicabile nelle case dei privati così come negli impianti industriali e nelle strutture della Pubblica Amministrazione.</p>
<h2>Interventi e iniziative di efficienza energetica</h2>
<p>L’efficienza energetica si può raggiungere attraverso vari strumenti e strategie. Innanzitutto il soggetto che intende risparmiare energia deve preoccuparsi di non sprecare quella che possiede. Proprio per questo la questione dei serramenti diventa fondamentale perché un più corretto isolamento degli edifici permette di dissipare meno calore e quindi energia. Dall’altro lato c’è la produzione autonoma di elettricità, magari attraverso l’uso di fonti rinnovabili, come piccoli impianti eolici o a pannello solare. Affrontando il problema da questi due fronti è possibile ridurre il costo dell’energia elettrica in uso presso l’azienda, la struttura pubblica, la casa del privato cittadino. Questo perché, a parità di consumo, si sfrutta quell’energia che prima veniva dispersa, così come quella che viene autoprodotta dall’ente. Di conseguenza, è necessario acquistarne meno. In Italia ci sono state diverse tipologie di finanziamenti e agevolazioni rivolte a chi voleva intraprendere iniziative di efficienza energetica. Per accorgersene basta guardarsi intorno: è sempre più facile incontrare imprese, scuole o chiese in cui sono ben visibili i pannelli fotovoltaici installati. Tra le ultime iniziative ricordiamo il cosiddetto “fondo Kyoto”, istituito nel 2012: si tratta di una serie di prestiti rivolti a enti pubblici e privati, con i quali coprire tutta quella serie di interventi di ottimizzazione energetica di cui abbiamo brevemente trattato. I finanziamenti agevolati che lo Stato dà alle aziende verranno restituiti man mano. Per chi volesse cercare informazioni sulla normativa e sulle agevolazioni in atto, è possibile consultare il portale gestito dalla Unità Tecnica Efficienza Energetica dell’Enea (http://efficienzaenergetica.acs.enea.it).</p>
<p>Foto: Kaubo &#8211; Fotolia</p>
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		<title>Energia e sbocchi occupazionali</title>
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		<pubDate>Mon, 05 Dec 2011 22:17:09 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Energia</dc:creator>
				<category><![CDATA[Energia]]></category>
		<category><![CDATA[Corsi di formazione]]></category>
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		<category><![CDATA[Lavoro]]></category>

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		<description><![CDATA[Il settore dell’energia, in particolar modo quello delle energie rinnovabili, è molto attuale ed in continua crescita. Molte aziende puntano su questo settore per uscire dalla crisi. Nascono nuovi sbocchi occupazionali, con molteplici profili e prospettive di lavoro anche a &#8230; <a href="http://www.ansaldoricerche.it/senza-categoria/energia-e-sbocchi-occupazionali/">Continua a leggere<span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-medium wp-image-23" title="Energia e sbocchi occupazionali" src="http://www.ansaldoricerche.it/wp-content/uploads/2012/02/Lavoro-300x178.jpg" alt="Lavoro nel settore dell'energia" width="300" height="178" /><strong>Il settore dell’energia, in particolar modo quello delle energie rinnovabili, è molto attuale ed in continua crescita. Molte aziende puntano su questo settore per uscire dalla crisi. Nascono nuovi sbocchi occupazionali, con molteplici profili e prospettive di lavoro anche a livello internazionale.</strong></p>
<h2>L’energia che crea posti di lavoro</h2>
<p>In una situazione economica critica come quella attuale, è facile intuire come una più corretta gestione delle proprie risorse sia fondamentale per permettere ad un’impresa di superare i momenti di stagnazione economica. Tra queste risorse va considerata la stessa energia di cui un’azienda ha bisogno per produrre. L’efficienza energetica e la conseguente eliminazione degli sprechi non sono più solo una questione istituzionale, che dà prestigio all’azienda, quanto piuttosto un vero e proprio investimento, un risparmio che si trasforma in ricchezza, efficacia ed efficienza. La crescita e lo sviluppo dell’imprenditoria delle energie rinnovabili possono portare concreti benefici al pianeta: non solo al suo ecosistema, ma anche all’economia globale e al mercato del lavoro.  Nuove imprese nascono, mentre quelle storiche ampliano la loro prospettiva verso le rinnovabili (è il caso di Ansaldo Energia, con la nuova divisione Ansaldo Ricerche). Il settore si arricchisce di nuovi spazi produttivi: la riqualificazione edilizia di una struttura passa anche attraverso la sua effettiva efficienza energetica, e lo stesso vale per i mezzi di trasporto, siano essi pubblici o privati. Nascono così anche nuovi posti di lavoro, necessari a rispondere alla richiesta del mercato.</p>
<h2>Formazione e lavoro nel settore energetico</h2>
<p>A chi volesse lavorare nelle grosse imprese impegnate nel settore si consiglia la conoscenza di almeno una seconda lingua e la disponibilità a trasferimenti più o meno lunghi all’estero, visto che il mercato dell’energia lavora a livello internazionale. Sono molti i tipi di lavoro che si possono svolgere in quest’area, sia nel settore della produzione di energia “classica” (e quindi legata alla produzione tramite fonti non rinnovabili: petrolio, gas), che in quella più innovativa delle energie rinnovabili. Le stesse imprese che producono impianti di produzione energetica stanno diversificando il panorama dei loro prodotti in tutti i settori, così da rispondere alle diverse domande del mercato: non solo quindi centrali termoelettriche a gas, ma anche a biomasse; e poi ancora impianti eolici, idroelettrici, solari.<br />
Ne consegue che i profili a disposizione sono molti e diversi tra loro: in particolar modo il settore delle rinnovabili è quello che al momento offre più posti di lavoro. Per alcuni economisti, il settore delle energie rinnovabili è in grado di creare più occasioni occupazionali delle industrie che producono energia da fonti fossili e nucleari.  L’uso delle energie rinnovabili richiede che vengano ricoperti molti posti di lavoro disseminati sul territorio nazionale, e per cui è richiesta una formazione professionale media, accessibile ai più. Un tecnico che desidera occuparsi di installare pannelli solari può frequentare i corsi di formazione che vengono attivati con una certa regolarità sul territorio italiano. Il settore di produzione di energia tradizionale invece richiede meno personale, ma più qualificato: una persona che lavora in una centrale nucleare deve assolutamente possedere una preparazione approfondita con un’alta specializzazione nel campo; una preparazione a cui non tutte le persone possono accedere.</p>
<p>Foto: daxuomovolante &#8211; Fotolia</p>
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		<title>Energia: i centri di ricerca</title>
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		<pubDate>Wed, 16 Nov 2011 22:12:42 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Energia</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Centrali elettriche]]></category>
		<category><![CDATA[Fonti rinnovabili]]></category>

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		<description><![CDATA[In Italia sono presenti diversi centri di ricerca e sviluppo tecnologico nell’ambito delle fonti di energia rinnovabili e di quelle fossili. Si occupano di studiare il futuro della produzione energetica del Paese e del suo impatto sull’ecosistema, in collaborazione con &#8230; <a href="http://www.ansaldoricerche.it/centri-di-ricerca/energia-i-centri-di-ricerca/">Continua a leggere<span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-medium wp-image-19" title="Energia: i centri di ricerca" src="http://www.ansaldoricerche.it/wp-content/uploads/2012/02/Ricerca-300x226.jpg" alt="Ricercatori italiani nel settore energia" width="300" height="226" />In Italia sono presenti diversi centri di ricerca e sviluppo tecnologico nell’ambito delle fonti di energia rinnovabili e di quelle fossili. Si occupano di studiare il futuro della produzione energetica del Paese e del suo impatto sull’ecosistema, in collaborazione con enti pubblici e privati.</p>
<h2>Di cosa si occupano i centri di ricerca</h2>
<p>Il panorama dei centri di ricerca in Italia è molteplice e variegato. La sola Enea (l’agenzia nazionale per le nuove tecnologie, l’energia e lo sviluppo economico sostenibile) riunisce sotto la sua ala ben undici strutture operative dislocate sul territorio nazionale. All’interno di questi ambienti lavorano ricercatori di eccellenza e tecnici provenienti da diversi rami del sapere, come la chimica, la geologia, la fisica e l’ingegneria; sono loro che, grazie ad una proficua collaborazione multidisciplinare, riescono a portare avanti programmi di ricerca su base nazionale o internazionale, lavorando in concerto con le università, con gli enti locali e con il settore industriale. E’ infatti assai importante diffondere i risultati della ricerca, metterle a disposizione del mondo scientifico e di quello imprenditoriale. In molti casi i centri di ricerca vengono create e finanziate dalle stesse imprese attive nell’ambito energetico: ne è un caso Ansaldo Ricerche, nata da Ansaldo nel 1987. Gli ambiti di ricerca si focalizzano su ambiti diversi: alcuni istituti si concentrano sullo sfruttamento degli idrocarburi, altri sull’uso di fonti energetiche rinnovabili o su quelle “non convenzionali” (come le biomasse).  In molti casi, alla sperimentazione di nuove tecniche di produzione energetica si affiancano studi di efficienza energetica e progetti di rivalutazione ambientale: ci si occupa ad esempio di decontaminazione dei territori e delle falde acquifere inquinate, o della bonifica dei suoli dalla presenza di metalli pesanti, o ancora della progettazione di metodi efficaci per un rapido recupero di olio greggio finito in mare in seguito ad incidente.</p>
<h2>Alcuni temi affrontati dai centri di ricerca</h2>
<p>Nell’ambito della produzione di energia da fonti tradizionali (da fonti non rinnovabili), i centri di ricerca si occupano prevalentemente di studiare come migliorare l’efficienza  e ottimizzare le prestazione delle centrali elettriche. Anche la diversificazione produttiva è tra i temi centrali, perché permette alle centrali di non dipendere interamente da un’unica risorsa energetica, e di potersi quindi rivolgere ad una fonte alternativa quando quella principale non è reperibile o è particolarmente costosa. Diventa sempre più importante anche l’aspetto dell’impatto ambientale di queste strutture e della loro sostenibilità, degli effetti sull’inquinamento dell’ecosistema.<br />
Questi temi sono centrali e fondanti anche per i centri di ricerca che si occupano delle fonti energetiche rinnovabili e del loro sfruttamento.  Lo studio in questo campo si focalizza su diversi progetti il cui fine principale è da un lato perfezionare gli impianti presenti, al fine di renderli più efficienti e meno costosi; dall’altro creare nuovi metodi per creare un’energia più pulita. Queste ricerche porteranno ad esempio alla costruzione di pannelli solari costituiti da celle fotovoltaiche che saranno più produttive, costruite con materiali sempre meno inquinanti; o ancora permetteranno uno sfruttamento più incisivo delle biomasse combustibili, con la conseguente rivalutazione dei rifiuti solidi urbani ed industriali per uso energetico.</p>
<p>Foto: Pulsar75 &#8211; Fotolia</p>
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		<title>L’Italia e il nucleare</title>
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		<pubDate>Sat, 29 Oct 2011 22:11:56 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Energia</dc:creator>
				<category><![CDATA[Nucleare]]></category>
		<category><![CDATA[Chernobyl]]></category>
		<category><![CDATA[Istituti di ricerca]]></category>

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		<description><![CDATA[Il problema della produzione di energia è sempre attuale: la dipendenza da combustibili fossili implica problemi di inquinamento e di reperibilità. Il dilemma si è più volte soffermato sulla possibilità di sfruttare o meno l’energia nucleare: alcuni la considerano la &#8230; <a href="http://www.ansaldoricerche.it/mercato-energetico/l%e2%80%99italia-e-il-nucleare/">Continua a leggere<span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-medium wp-image-16" title="L’Italia e il nucleare" src="http://www.ansaldoricerche.it/wp-content/uploads/2012/02/Nucleare-300x200.jpg" alt="L'energia nucleare " width="300" height="200" /><strong>Il problema della produzione di energia è sempre attuale: la dipendenza da combustibili fossili implica problemi di inquinamento e di reperibilità. Il dilemma si è più volte soffermato sulla possibilità di sfruttare o meno l’energia nucleare: alcuni la considerano la soluzione più efficace, altri ne temono la pericolosità.</strong></p>
<h2>L’Italia e l’energia nucleare</h2>
<p>Nella storia dell’Italia sono state costruite quattro centrali nucleari a partire dagli anni Sessanta; vennero tutte chiuse dopo diversi anni, principalmente per l’obsolescenza delle strutture.<br />
Il gravissimo incidente di Chernobyl, avvenuto nel 1986, ha poi pesantemente influito sull’esito dei referendum indetti nel 1987: questi hanno di fatto bloccato sul nascere la nascita di altre centrali perché, pur non prevedendo esplicitamente la chiusura delle strutture, bloccavano i cospicui finanziamenti previsti per gli enti locali in cui esse dovevano essere costruite. Gli impianti sono stati man mano chiusi e, a partire dal 1999, sono passati alla Sogin (Società gestione impianti nucleari), che si sta occupando di ritrattare e smantellare le scorie con la necessaria cura.<br />
Gli ultimi anni sono stati testimoni di un ritorno italiano al nucleare, bruscamente stroncato dall’ondata di preoccupazione e sgomento generata dal gravissimo incidente a Fukushima nel 2011. Si è rafforzata nell’opinione pubblica la posizione del fronte anti-nucleare, che vede in questa fonte energetica troppi rischi in relazione al territorio sismico italiano; altro tasto dolente è sicuramente quello dello smaltimento delle scorie radioattive. Il referendum di giugno 2011 ha confermato la chiusura del nuovo piano nucleare italiano. Nel territorio italiano rimangono attivi quattro reattori nucleari a scopo di ricerca: due presso la sede romana di Enea (l’Agenzia Nazionale per le nuove tecnologie, l’energia e lo sviluppo economico sostenibile); un terzo si trova a Legnaro presso l’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare, un altro ancora al Laboratorio di Energia Nucleare Applicata di Pavia.</p>
<h2>Alternative all’energia nucleare</h2>
<p>Accantonata la proposta nucleare, la questione della produzione energetica rimane però irrisolta: il Paese è tornato a concentrarsi su un più massiccio sfruttamento degli idrocarburi, che a tutt’oggi sono in Italia la risorsa principale di energia. L’utilizzo di fonti non rinnovabili pone l’annosa questione dell’approvvigionamento: l’Italia non possiede le fonti naturali necessarie (né petrolio né gas). A causa di questo dipende dagli accordi con altri stati, dalla fluttuazioni della moneta, dalle oscillazioni di prezzo della risorsa stessa (soprattutto nel caso del petrolio). Senza contare la questione ambientale: pur non avendo la stessa reazione che ha nei confronti del nucleare, la popolazione è sempre più sensibile all’impatto dell’uomo sull’ambiente. Aumenta così in questi anni il consenso con cui vengono accolte iniziative di risparmio energetico e di ricerca sulle energie “pulite”. Alcuni di questi settori sembrano essere stati già ampliamenti sfruttati in passato (in particolare l’idroelettrico), mentre i più recenti sono al centro di numerosi studi: ci si chiede infatti se queste nuove soluzioni di produzione energetica siano in grado di soddisfare l’intero fabbisogno di una nazione. Ad esempio l’eolico e il fotovoltaico non riescono a garantire una produzione continua, data la fonte da cui originano energia; inoltre i costi di costruzione degli impianti in molti casi non sono ancora competitivi.</p>
<p>Foto: Ruth Röder &#8211; Fotolia</p>
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		<title>L’approvvigionamento energetico in Italia</title>
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		<pubDate>Fri, 07 Oct 2011 19:59:44 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Energia</dc:creator>
				<category><![CDATA[Energia]]></category>
		<category><![CDATA[Centrali termoelettriche]]></category>
		<category><![CDATA[Fonti rinnovabili]]></category>
		<category><![CDATA[Produzione energetica]]></category>

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		<description><![CDATA[Il rifornimento di energia è una problematica sempre attuale a livello internazionale, e l’Italia non fa eccezione. Il fatto che per la produzione energetica dipendiamo per più del 70% da importazione estera alimenta il dibattito politico e sociale. L’argomento torna &#8230; <a href="http://www.ansaldoricerche.it/senza-categoria/l%e2%80%99approvvigionamento-energetico-in-italia/">Continua a leggere<span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.ansaldoricerche.it/wp-content/uploads/2012/02/Petrolio-300x200.jpg" alt="Fonti di approvvigionamento energetico" title="L’approvvigionamento energetico in Italia" width="300" height="200" class="alignleft size-medium wp-image-12" /><strong>Il rifornimento di energia è una problematica sempre attuale a livello internazionale, e l’Italia non fa eccezione. Il fatto che per la produzione energetica dipendiamo per più del 70% da importazione estera alimenta il dibattito politico e sociale. L’argomento torna a farsi sentire nei periodi particolarmente critici (in inverno e in estate), quando la forte richiesta d’energia (per riscaldamento o climatizzazione) suscita dubbi e timori nei confronti delle riserve italiane. </strong></p>
<h2>Lo sfruttamento di fonti rinnovabili in Italia</h2>
<p>La produzione di energia elettrica derivata da fonti rinnovabili inizia in Italia già nei primi del Novecento, focalizzandosi soprattutto nel settore idroelettrico: ancora oggi le grandi centrali si trovano soprattutto nella zona delle Alpi, mentre sono meno diffuse nella dorsale appenninica.<br />
Si registra a tutt’oggi la presenza di centrali geotermoelettriche (che sfruttano il calore del vapore che si trova sottoterra) nella regione toscana; l’eolico è sviluppato soprattutto nei territori di Sicilia e Sardegna. Lo sfruttamento del solare è distribuito su tutto il territorio: non costituisce al momento una grossa fetta della produzione energetica, ma si tratta di un settore in crescita, e questo grazie anche ad una forte politica di sensibilizzazione a riguardo. In crescita è anche il settore delle centrali termoelettriche in cui la fonte di combustione non è il petrolio o il gas, ma le biomasse, ovvero i rifiuti (sia quelli urbani che quelli di provenienza industriale). Nonostante lo sfruttamento delle energie rinnovabili acquisisca sempre maggiore rilevanza nel panorama energetico nazionale, è ancora insufficiente. Per coprire il proprio fabbisogno l’Italia ha tuttora bisogno dello sfruttamento di fonti non rinnovabili e dell’importazione di risorse e elettricità.</p>
<h2>Fonti non rinnovabili e importazione</h2>
<p>In Italia la produzione energetica deriva in larga misura (più del 75% del totale) dallo sfruttamento di fonti non rinnovabili presso le centrali termoelettriche, con il trattamento di combustibili fossili come il petrolio, il carbone, il gas naturale. Un tempo erano i derivati del petrolio a prevalere in questo settore produttivo, mentre attualmente è stato molto rivalutato il gas, sia per una questione di costi (i prodotti petroliferi hanno prezzi alti e molto fluttuanti) che di stabilità dei paesi da cui queste fonti provengono, che di impatto ambientale. Il petrolio importato viene utilizzato anche come carburante; ne consegue che è proprio il gas naturale la prima tra le fonti usate per la produzione elettrica nazionale. L’Italia non possiede giacimenti di gas naturale, e per questo lo importa, soprattutto dalla Russia. Arriva principalmente in forma gassosa, tramite i gasdotti, mentre allo stato liquido viene trasportato via nave, per poi essere processato nei rigassificatori italiani. Oltre ad importare gli idrocarburi dai paesi extraeuropei, l’Italia compra energia elettrica dagli stati vicini, soprattutto dalla Francia e dalla Svizzera. L’energia acquistata viene prodotta in buona parte da centrali nucleari, e viene solitamente importata quella generata di notte, che sul mercato ha un costo molto basso: la centrale nucleare non può infatti modulare la sua produzione, anche se di notte la richiesta di energia è assai inferiore all’offerta. Il “sovrappiù” diventa quindi un prodotto conveniente, che gli stati compratori accumulano durante la notte, per poi rilasciarlo durante il giorno.</p>
<p>Foto: dave51 &#8211; Fotolia</p>
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		<title>La produzione di energia elettrica in Italia</title>
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		<pubDate>Sat, 17 Sep 2011 19:41:37 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Energia</dc:creator>
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		<description><![CDATA[I primi sforzi italiani nell’ambito della produzione energetica risalgono alla fine del 1800. Da allora, l’investimento industriale nel settore ha portato allo sviluppo di diverse soluzioni energetiche, da quelle dei combustibili fossili a quelle rinnovabili. La storia italiana della produzione &#8230; <a href="http://www.ansaldoricerche.it/senza-categoria/la-produzione-di-energia-elettrica-in-italia/">Continua a leggere<span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.ansaldoricerche.it/wp-content/uploads/2012/02/Energia-300x200.jpg" alt="" title="La produzione di energia elettrica in Italia" width="300" height="200" class="alignleft size-medium wp-image-8" /><strong>I primi sforzi italiani nell’ambito della produzione energetica risalgono alla fine del 1800. Da allora, l’investimento industriale nel settore ha portato allo sviluppo di diverse soluzioni energetiche, da quelle dei combustibili fossili a quelle rinnovabili.</strong></p>
<h2>La storia italiana della produzione di energia</h2>
<p>La prima centrale termoelettrica a carbone italiana viene costruita a Milano, vicino al Teatro alla Scala, nel 1883.  All’inizio il settore energetico maggiormente sfruttato in Italia è quello idroelettrico, che subisce però una brusca interruzione dopo il disastro ambientale e la conseguente strage del Vajont (il 9 ottobre del 1963). E’ inoltre ormai evidente che quella tipologia di struttura non è sufficiente per soddisfare il bisogno energetico nazionale, ed è per questo che durante il secondo dopoguerra nascono nuove centrali termoelettriche, che negli anni a seguire diverranno la realtà preponderante nella penisola. La produzione dell’energia elettrica in Italia era, ai suoi inizi, nelle mani di diverse imprese private. Questa situazione dura fino al 1962, quando viene approvato dalla Camera dei Deputati un disegno di legge che ratifica la nazionalizzazione del settore elettrico: in questo modo tutti quei produttori di energia elettrica preesistenti, come la SIP (Società Idroelettrica Piemonte) l’Edison e molte altri, vengono accorpati in un unico soggetto, l’Enel (Ente Nazionale per l’Energia Elettrica).<br />
La situazione muta quando, a partire dal 1992, L’Enel viene trasformata in una Società per Azioni (di cui il Ministero del Tesoro è unico azionista). Pochi anni dopo, nel 1999, con il decreto Bersani si approva anche la liberalizzazione del settore elettrico del mercato: con essa si vuole promuovere un regime di concorrenza che favorisca l’abbassamento dei costi finali delle bollette degli italiani. Grazie a questo intervento, nuovi enti privati possono di nuovo entrare nel mercato della produzione e distribuzione dell’energia elettrica.</p>
<h2>Un caso italiano: Ansaldo Energia</h2>
<p>Ansaldo Energia S.p.A. fa parte del gruppo Finmeccanica, e nel mercato dell’energia è una tra le maggiori produttrici italiane di centrali termoelettriche. Lavora col settore pubblico e col privato, accontentando con diverse soluzioni le molteplici domande di energia. Il suo bacino di utenza è rinomato a livello internazionale: Ansaldo Energia è presente coi suoi impianti in più di 70 stati.<br />
Ansaldo Energia è la prima tra le aziende del gruppo Ansaldo: questa divisione nasce nel 1991 ed ha sede a Genova, dove concentra la sua attività nella produzione di energia, proponendo ai suoi clienti un vasto panorama di servizi e prodotti. La sua attività copre tutta la filiera della produzione energetica: costruisce centrali complete (non solo termiche); produce turbine (a gas o a vapore) e generatori. Fornisce inoltre servizi di assistenza e manutenzione per ogni tipo di impianto, forte di una professionalità accumulata in anni di esperienza nel settore. La sua conoscenza spazia anche nell’ambito dello sfruttamento dell’energia nucleare tramite Ansaldo Nucleare (divenuta una divisione di Ansaldo Energia a partire dal 1999), che si concentra sullo sviluppo delle centrali “di terza generazione“. Si occupano invece di studiare nuove fonti di energia e il loro possibile sfruttamento altre due nuove realtà dell’azienda, ovvero Ansaldo Ricerche e Ansaldo Fuel Cells.</p>
<p>Foto: Markus Bormann &#8211; Fotolia</p>
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