La produzione di energia elettrica in Italia

17.settembre 2011

Industria&Mercati

I primi sforzi italiani nell’ambito della produzione energetica risalgono alla fine del 1800. Da allora, l’investimento industriale nel settore ha portato allo sviluppo di diverse soluzioni energetiche, da quelle dei combustibili fossili a quelle rinnovabili.

La storia italiana della produzione di energia

La prima centrale termoelettrica a carbone italiana viene costruita a Milano, vicino al Teatro alla Scala, nel 1883. All’inizio il settore energetico maggiormente sfruttato in Italia è quello idroelettrico, che subisce però una brusca interruzione dopo il disastro ambientale e la conseguente strage del Vajont (il 9 ottobre del 1963). E’ inoltre ormai evidente che quella tipologia di struttura non è sufficiente per soddisfare il bisogno energetico nazionale, ed è per questo che durante il secondo dopoguerra nascono nuove centrali termoelettriche, che negli anni a seguire diverranno la realtà preponderante nella penisola. La produzione dell’energia elettrica in Italia era, ai suoi inizi, nelle mani di diverse imprese private. Questa situazione dura fino al 1962, quando viene approvato dalla Camera dei Deputati un disegno di legge che ratifica la nazionalizzazione del settore elettrico: in questo modo tutti quei produttori di energia elettrica preesistenti, come la SIP (Società Idroelettrica Piemonte) l’Edison e molte altri, vengono accorpati in un unico soggetto, l’Enel (Ente Nazionale per l’Energia Elettrica).
La situazione muta quando, a partire dal 1992, L’Enel viene trasformata in una Società per Azioni (di cui il Ministero del Tesoro è unico azionista). Pochi anni dopo, nel 1999, con il decreto Bersani si approva anche la liberalizzazione del settore elettrico del mercato: con essa si vuole promuovere un regime di concorrenza che favorisca l’abbassamento dei costi finali delle bollette degli italiani. Grazie a questo intervento, nuovi enti privati possono di nuovo entrare nel mercato della produzione e distribuzione dell’energia elettrica.

Un caso italiano: Ansaldo Energia

Ansaldo Energia S.p.A. fa parte del gruppo Finmeccanica, e nel mercato dell’energia è una tra le maggiori produttrici italiane di centrali termoelettriche. Lavora col settore pubblico e col privato, accontentando con diverse soluzioni le molteplici domande di energia. Il suo bacino di utenza è rinomato a livello internazionale: Ansaldo Energia è presente coi suoi impianti in più di 70 stati.
Ansaldo Energia è la prima tra le aziende del gruppo Ansaldo: questa divisione nasce nel 1991 ed ha sede a Genova, dove concentra la sua attività nella produzione di energia, proponendo ai suoi clienti un vasto panorama di servizi e prodotti. La sua attività copre tutta la filiera della produzione energetica: costruisce centrali complete (non solo termiche); produce turbine (a gas o a vapore) e generatori. Fornisce inoltre servizi di assistenza e manutenzione per ogni tipo di impianto, forte di una professionalità accumulata in anni di esperienza nel settore. La sua conoscenza spazia anche nell’ambito dello sfruttamento dell’energia nucleare tramite Ansaldo Nucleare (divenuta una divisione di Ansaldo Energia a partire dal 1999), che si concentra sullo sviluppo delle centrali “di terza generazione“. Si occupano invece di studiare nuove fonti di energia e il loro possibile sfruttamento altre due nuove realtà dell’azienda, ovvero Ansaldo Ricerche e Ansaldo Fuel Cells.

Foto: Markus Bormann – FotoliaSimilar Posts:

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